Danni apparato cardio circolatorio

Nicotina e Ossido di Carbonio sono le sostanze responsabili dei danni all''apparato circolatorio dei fumatori.

L' ossido di carbonio riduce la quantità di ossigeno disponibile per l'organismo: cuore, cervello, muscoli, etc. ricevono meno ossigeno. Si presentano problemi a livello dei muscoli che non ricevendo una sufficiente quantità di ossigeno non funzionano più al massimo della efficienza, gli sforzi e addirittura i movimenti diventano difficili e accompagnati da forti dolori fino ad impedire per alcuni istanti la deambulazione. Fermarsi dopo qualche passo e "far riprendere fiato" è l' unica soluzione per poter camminare ancora qualche passo.

La combinazione di nicotina e ossido di carbonio provoca inoltre danni molto gravi all' apparato cardio-circolatorio, che possono portare alla morte. Questi due componenti del fumo da sigaretta accelerano la formazione delle placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni, elevando il rischio di INFARTO DEL MIOCARDIO e ICTUS.

La parola ictus, che letteralmente significa colpo, indica un evento che si manifesta in modo improvviso ed acuto, caratterizzato dal manifestarsi di un deficit neurologico che si sviluppa nel corso di pochi minuti o poche ore e che persiste per almeno 24 ore. A seconda di quale sia l' area cerebrale colpita dall 'ictus il risultato può essere la paralisi e/o la perdita di funzioni che interessano la parola, la visione o la memoria: in alcuni casi può portare al coma o alla morte.

Sono stati individuati numerosi fattori di rischio per l' ictus ischemico. Alcuni fattori di rischio sono immodificabili , ad esempio sono fra questi l' età, la familiarità, il sesso e la razza. Quelli invece su cui è possibile intervenire mediante terapie o addirittura eliminare modificando i propri comportamenti sono: ipertensione arteriosa, malattie cardiache, diabete mellito, obesita, fumo di sigaretta, eccessivo consumo di alcool.

Gli studi confermano che i fumatori corrono un rischio maggiore di ictus: un fumatore maschio ha un rischio di ictus 2,5 volte maggiore di un coetaneo non fumatore, una donna forte fumatrice ha un rischio di ictus emorragico ben 9,8 volte maggiore.

Quando si smette di fumare il rischio diminuisce sensibilmente in pochi anni: il rischio di ictus si attenua in maniera significativa in due anni ed è simile ai non fumatori dopo 5 anni.

Inoltre, l'uso di contraccettivi orali può produrre, dopo un uso protratto, alcuni danni a livello delle arterie encefaliche. La raccomandazione è quella di moderare l' impiego di queste sostanze, soprattutto se associate ad altri fattori di rischio quali il fumo di sigaretta.